21 Mar
21Mar

Un viaggio tra le meraviglie del passato

C’è un posto, a Parma, dove il tempo non si ferma ma si mescola. È il Mercante in fiera, e se non ci siete mai stati, preparatevi a perdervi, nel senso più bello del termine.
Lo scorso weekend ho ceduto al richiamo di questa kermesse che trasforma la città in un caleidoscopio di memorie, stili ed epoche diverse. L’ho fatto con la curiosità di sempre e con quella voglia un po’ infantile di stupirmi.
E devo dire che il Mercante, questa volta, non ha deluso.
Cosa si trova in fiera? Tutto. Davvero tutto.
Passeggiare tra gli stand è un’esperienza che consiglio a chi cerca un pezzo unico, ma anche – e forse soprattutto – a chi ama osservare. Perché in mezzo a quei banchi non ci sono solo mobili restaurati: c’è un mondo.
Mi sono ritrovata a curiosare tra suppellettili impensabili di cui ancora oggi non conosco l’uso, tappeti variopinti che raccontano storie lontane, cancelli in ferro battuto che dovevano ornare antiche ville palladiane, vetri di Murano preziosi e lampadari enormi così imponenti che ti chiedi: “In quale casa moderna posso mai metterlo?”
E poi quadri e statue di ogni tipo: ritratti di nobili dallo sguardo severo accanto a Venere in gesso un po’ scolorite, busti liberty, Madonne lignee e sculture moderne che non sai se siano geniali o semplicemente strane.
E ancora: poltrone e salotti dall’aria così regale che sembrano aver accolto re e regine del passato. Salotti interi di velluto, divani capitonné, chaise-longue che ti invitano al riposo con un fascino un po’ démodé.
Poi, all’improvviso, si cambia secolo. Ecco spuntare juke box luminosi, con le bolle colorate e quell’aria anni ’50 che non tramonta mai. Intorno, insegne di tutti i tipi: quelle classiche delle stazioni di servizio, e persino l’insegna enorme e luminosa di McDonald’s – lì, in mezzo a oggetti d’antiquariato, a fare da controcanto ironico a un’epoca che già ci sembra lontana.
E poi c’è il “reparto” gioielleria. Gioielli d’epoca racchiusi in teche di velluto: spille art déco, bracciali in oro giallo, collane di perle naturali. E poi pietre preziosissime: zaffiri, rubini, smeraldi e diamanti che catturano lo sguardo e non lo lasciano più andare. E infine orologi di grande valore: da taschino in oro bianco, cronografi d’epoca, Rolex vintage, Patek Philippe. Ogni orologio racconta il suo tempo, e ti fermi a pensare a quante mani li hanno caricati.
Porcellane e abbigliamento vintage
Ci sono poi le porcellane. Piatti dipinti a mano, tazzine finissime, teiere sinuose. E poi i servizi di piatti usati sulle navi da crociera di un tempo, quando il lusso era una cosa per pochi. Piatti con bordi d’oro e monogrammi di compagnie di navigazione leggendarie – un’eleganza che oggi fatichiamo persino a immaginare.
Infine, l’abbigliamento vintage. Borse firmate che hanno attraversato decenni: una Gucci in bamboo che sa di Dolce Vita, una Hermès che custodisce storie di donne importanti. E poi camicette fru fru con volant, pizzi e bottoni di madreperla, che sembrano uscite da un film con Audrey Hepburn. Accanto, abiti da sera in seta, cappelli a cloche, foulard stampati a mano.
E così, dopo ore di passeggiata…
Esci dal Mercante in fiera con gli occhi pieni di immagini e il cuore più ricco. Non importa se non hai comprato nulla – anche solo guardare, immaginare, toccare è già un’esperienza che vale il viaggio.
Perché ciò che rende speciale questo mercato non è solo la possibilità di acquistare un oggetto raro, ma di entrare in contatto con storie che altrimenti sarebbero perdute. Ogni lampadario, ogni poltrona, ogni tazzina di porcellana, ogni diamante, ogni borsa firmata e ogni camicetta fru fru è un frammento di un mondo che non c’è più, ma che qui – per un weekend – torna a vivere.
E noi, curiosi e un po’ sognatori, abbiamo il privilegio di esserne spettatori.


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